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di Christian Diociaiuti
 Cade il governo e torna la solita
bagarre di schieramenti, liste, ideologie, promesse, sondaggi… Il
medesimo clima pre-elettorale torna a scaldare, anzi ad infiammare, la
primavera 2008: il 13 e 14 aprile gli italiani saranno chiamati al voto
e dovranno scegliere tra oltre 150 loghi e slogan. E così, nel dopo
Prodi, cominciano a delinearsi le prime coalizioni e le prime intese. In
testa ai soliti sondaggi, che ogni anno la fanno da padrone sugli
indecisi, si contendono il primato il PD e il PDL. Due sigle simili che
però sono distanti nell'appartenenza: il PD, acronimo di Partito
Democratico, si propone agli elettori come coalizione di Centrosinistra
scegliendo come leader Walter Veltroni, sindaco uscente della capitale;
il PDL o Popolo delle libertà mette ai suoi vertici il sempre più carico
Silvio Berlusconi, ovviamente bandiera del Centrodestra. Ma non è finita
qua perché i candidati premier sono molteplici, tutti frutto della
dissidenza da una delle due grandi coalizioni: e così c'è Bertinotti che
si candida per la Sinistra l'Arcobaleno, sino a Casini che "corre da
solo"(e attenti perché questo è il nuovo tormentone) con l'UDC. E sono
proprio i "partitini" a lamentare un poco interesse dei media che sono
indifferenti verso di loro e prediligono appunto le maestranze del PD e
PDL. Ed in mezzo a questo altoforno di scontri, che si direbbe però
consueto, aleggia dell'aria marcia, una sorta di malcontento che viene
dalla gente comune. In effetti i governi passati si sono lasciati dietro
una scia di devastazione, con una pressione fiscale alle stelle e degli
stravolgimenti che hanno fatto male alla popolazione. Radio e tv fanno
del loro pane quotidiano le lamentele delle massaie e dei piccoli
lavoratori che non arrivano a fine mese. Insomma l'Italia è in preda
all'insoddisfazione, e c'è molta sfiducia nella politica. La realtà non
è come la dipinge la tv: molte persone, in costante aumento rispetto
alle elezioni passate, non andranno a votare o annulleranno la scheda.
Un mal di pancia che pervade lo stivale e trova conforto
nell'anti-politica. Molti sono i fattori che alimentano questo
malessere: innanzitutto il delirio d'onnipotenza che percuote i politici
che ogni giorno si alzano gli stipendi, magari chissà (sia chiaro non
tutti)"per comprare qualche grammo di coca o compiere qualche
nefandezza"(vedi servizio iene). Gli italiani chiedono rinnovamento del
sistema politico. Meno vantaggi per chi ci governa, pene più severe per
chi, sempre della Casta, sbaglia. Pioniere di queste regole del
"buongusto politico" è stato Beppe Grillo, il noto comico che ha dato il
via a queste rimostranze dei cittadini, riempiendo le piazze con i suoi
V-Day e le sue proposte di una politica pulita e dai sani principi. Mai
come ora c'è bisogno di un rinnovamento totale, questo risolleverebbe
l'Italia dalla polvere. L'affluenza in ribasso dovrebbe allertare i
signori politici. Attenti a non inciampare, "correndo da soli"…
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